Sala 01

Museo Renato Raffaelli / Sale espositive / Sala 1

L’esposizione si apre con la tela Sant’Antonio e il Bambino Gesù del gemonese Giovanni Battista Tiani (1671-1737, foto 1) cui si accompagnano due lavori settecenteschi (Addolorata e Madonna
delle lacrime) di autori ignoti. Sulla parete di fronte, dopo un gruppo di stampe del sec. XVIII (da Sant’Anna di Capodistria), l’opera San Francesco riceve le stimmate mette in evidenza le doti pittoriche di Melchior Widmar, cui si devono numerosi lavori del Museo e del Santuario.
Tra questi ultimi vanno ricordati l’Adorazione dei Magi e la Circoncisione di Gesù, fino al 1976 alle pareti della grande cappella del Rosario di cui s’è salvato solamente il presbiterio. Nella sala sono ospitati pannelli con Episodi della vita del Santo dal parapetto dell’antica cantoria, seconda metà Ottocento dei gemonesi Giacomo Brollo (1834–
1918) e Valentino Baldissera (1840– 1906). Di buon livello sono le tele San Sebastiano (ignoto pittore veneto del sec. XVI) e l’Immacolata tra i Santi Ludovico ed Elisabetta (Antonio Dugoni, 1827–1874, foto 2).
La sala accoglie anche una singolareraffigurazione
di San Francesco (La fede ha vinto il dolore, 1982) dell’artista contemporaneo Sergio Stocca.

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Foto 1
Sant'Antonio col Bambino Gesù

Dipinto ad olio su tela
(dal Convento Antoniano - Gemona)

Artista:
Giovanni Battista Tiani
(Gemona,1671–1737)

 

 



Foto 2
L’Immacolata tra i santi Ludovico e Elisabetta

Dipinto ad olio su tela
(dal Convento Antoniano - Gemona, 1861)

Artista:
Antonio Dugoni
(Cividale, 1827-1874)

Sala 02

Museo Renato Raffaelli / Sale espositive / Sala 2

Le opere della sala provengono dall’ex Convento capodistriano di Sant’Anna, appartenente un tempo alla Provincia Veneta dell’Ordine dei Frati Minori. Fra i numerosi lavori finalmente esposti a oltre sessant’anni dal loro ricupero grazie ai buoni uffici delle Soprintendenze di Mantova e di Trieste – si distinguono la Presentazione di Gesù al tempio (ignoto pittore veneto, sec. XVII); il quattrocentesco San Bernardino da Siena (ambito di Bartolomeo Vivarini); Sant’Anna, (attribuita a Girolamo da Santacroce, 1537); il Redentore (foto 3) e San Pietro (anonimo artista veneto, sec. XVII), entrambi su rame; la bella Ultima Cena (di anonimo pittore veneto del Cinquecento); un Santo eremita (ignoto autore, sec. XVII); i due ritratti di Fra Giovanni Battista Maraspini (Lorenzo Pedrini, 1762) e Fra Pasquale da Rovigno (Stefano Celesti, 1640, foto 4); Santa Caterina d’Alessandria, dall’insolito abbigliamento orientaleggiante (pittore veneto?, sec. XVIII); la bella pala, infine, con Crocifisso con la Maddalena tra i Santi Pietro e Carlo Borromeo (Palma il Giovane, 1628?). Sotto la tela dell’Ultima Cena è collocato l’altar maggiore del Santuario gemonese distrutto dal terremoto del 1976, eseguito in marmo nel 1895 dai gemonesi Francesco Antonini (1842-1912) e Mattia Elia (1818-1898) su disegno di Attilio De Luigi.

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Foto 3
Il Redentore

Dipinto ad olio su rame
(dal Convento Francescano di Sant’Anna - Capodistria)

Artista:
Pittore veneto
(sec. XVII)



Foto 4
Ritratto di Fra Pasquale da Rovigo

Dipinto ad olio su tela
(dal Convento Francescano di Sant’Anna - Capodistria)

Artista:
Stefano Celesti
(doc. 1635 – 1640)

Sala 03

Museo Renato Raffaelli / Sale espositive / Sala 3

Con la scultura dorata e dipinta della Madonna Bella (eccellente lavoro di un abile intagliatore del primo Quattrocento d’ambito salisburghese, recentemente restaurata a cura della Laboratorio di Restauro della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia), la sala offre alcune delle opere più ammirate della primitiva Pinacoteca Antoniana: la Santissima Trinità di scuola veneto-friulana (foto 5); l’Annunciazione del bolognese Giulio Cesare Procaccini (sec. XVII, foto 6); un intenso San Francesco di anonimo veneto del sec. XVII; la Madonna in gloria e San Felice da Cantalice di Alessandro Marchesini (?-1738); la Madonna con Gesù e San Giovannino, di ignoto pittore di scuola veneta del sec. XVII; un’Annunciazione di scuola locale dalla ricca cornice intagliata e dipinta (sec. XVII).
Tra gli altri lavori d’intaglio la sala custodisce un bel Tabernacolo veneziano dorato e dipinto della metà del XVI secolo, quattro grandi Reliquiari “trimestrali” (con una minuscola reliquia per ogni giorno del trimestre) e le due statue di San Pietro e San Paolo (ignoto scultore
locale del sec. XIX), poste un tempo in Santuario, ai lati del presbiterio e rovinate dai crolli del 1976. Vi si trovano anche due serie di cartegloria, chiuse in raffinate cornici di lamina d’argento sbalzata e cesellata, e due sobri inginocchiatoi a cassettiera (mobilieri locali, sec. XVII).

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Foto 5
La Santissima Trinità

Dipinto ad olio su tela
(dal Convento Antoniano - Gemona)

Artista:
Scuola Veneto - Friulana



Foto 6
L'Annunciazione

Dipinto ad olio su tela
(dal Convento Antoniano - Gemona)

Artista:
Giulio Cesare Procaccini
(sec. XVII)

Sala 04

Museo Renato Raffaelli / Sale espositive / Sala 4

Non mancano in questa sala opere di pregio come i dodici dipinti che illustrano prodigi e miracoli del Santo Taumaturgo. Si tratta di piccole tavole forse dell’udinese Gio. Giuseppe Cosattini che a metà Seicento ricorda, con scene di effetto e di grande qualità, portentosi episodi della vita del Santo e alcuni miracoli avvenuti a Gemona per sua intercessione tra il 1647 e il 1653 (foto 7). Al tardo Cinquecento risalgono una Madonna con Bambino e Angeli (scuola romana); la Presentazione al tempio (ambito bassanesco); un’Annunciazione di scuola veneta; la Circoncisione (bottega di Pomponio Amalteo); la Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Paolo di Paolo Cavazzola (1486 1522). Del 1606 è la Madonna con Bambino e i Santi Leonardo e Pietro, già nella chiesa gemonese di San Leonardo, di Giulio Urbanis (1540-1611) e di fine secolo sono la tela del Widmar (San Francesco consolato da un angelo) e la Lavanda dei piedi del Tiani. Del secolo successivo o del primo Ottocento sono il Pentimento di Re David e San Carlo Borromeo di Pietro Antonio Novelli (1729- 1814); del 1835 (firmata A.T.) è una buona tela con la Madonna con Bambino tra San
Francesco e Santa Chiara. Nulla è rimasto dei lavori di oreficeria, dei vasi sacri, dei codici miniati e degli arredi che dal Tre-Quattrocento arricchivano il Santuario: gli oggetti esposti nella teca al centro della sala sono lavori degli ultimi tre secoli (foto 8).

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Foto 7
Madonna con bambino tra i Santi
Francesco e Chiara

Dipinto ad olio su tela
(dal Convento Antoniano - Gemona)

Artista:
A. T.
(Antonio Taddio ?; sec. XIX)



Foto 8
Calici e Pissidi

Argento e argento dorato, sbalzato, cesellato e fuso
(dal Convento Antoniano - Gemona)

Artista:
Argentieri veneti e friulani
(secc. XVII, XVIII, XIX)

Sala 05

Museo Renato Raffaelli / Sale espositive / Sala 5

Insieme con un gruppo di opere del Santuario – San Pietro penitente, San Giovanni Battista, Ecce Homo (ambito locale, sec. XVII) e Gesù nell’orto degli ulivi (ambito locale, sec. XVIII) – la sala accoglie altri dipinti del Convento di Sant’Anna di Capodistria tra cui quattro lavori di autori anonimi di scuola veneta: la cinquecentesca Salita al Calvario e incontro di Cristo con la Madre e, del Seicento, La Sacra Famiglia tra i Santi Francesco, Antonio e Domenico (foto 9); Gesù Crocifisso; Cristo schernito (foto 10). Concludono il percorso alcune “reliquie” del
Santuario: si tratta di gessi settecenteschi (putti con stemma gentilizio e testa di Santo, forse Sant’Antonio, e frammenti di iscrizione) salvati dopo i crolli del 1976 che hanno messo nuovamente in luce decorazioni ed affreschi secenteschi di cui non si conosceva l’esistenza: le opere, ritrovate in Convento e nella Cappella della Beata Vergine delle Grazie, sono state consolidate su pannelli. Oltre a quelle segnalate, il complesso antoniano conserva altre opere d’arte in chiesa e nella Cappella della Vergine delle Grazie edificata da Sant’Antonio nel 1227, nella cella del Santo e in sacristia. Sono lavori spesso di pregio, che attestano l’affetto e la venerazione che artisti e devoti hanno riservato al Santo Taumaturgo e al suo santuario dal Duecento ad oggi, senza interruzione.

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Foto 9
La Sacra Famiglia tra i Santi Francesco, Antonio e domenico

Dipinto ad olio su tela (dal Convento Francescano di Sant’Anna - Capodistria)

Artista:
Pittore  istriano
(sec. XVII)



Foto 10
Cristo schernito

Dipinto ad olio su tela
(dal Convento Francescano di Sant’Anna - Capodistria)

Artista:
Pittore di formazione emiliana 
(sec. XVII)