il museo
renato raffaelli

SALA ESPOSITIVA 5

Insieme con un gruppo di opere del Santuario – San Pietro penitente, San Giovanni Battista, Ecce Homo (ambito locale, sec. XVII) e Gesù nell’orto degli ulivi (ambito locale, sec. XVIII) – la sala accoglie altri dipinti del Convento di Sant’Anna di Capodistria tra cui quattro lavori di autori anonimi di scuola veneta: la cinquecentesca Salita al Calvario e incontro di Cristo con la Madre e, del Seicento, La Sacra Famiglia tra i Santi Francesco, Antonio e Domenico (foto 9); Gesù Crocifisso; Cristo schernito. Concludono il percorso alcune “reliquie” del
Santuario: si tratta di gessi settecenteschi (putti con stemma gentilizio e testa di Santo, forse Sant’Antonio, e frammenti di iscrizione) salvati dopo i crolli del 1976 che hanno messo nuovamente in luce decorazioni ed affreschi secenteschi di cui non si conosceva l’esistenza: le opere, ritrovate in Convento e nella Cappella della Beata Vergine delle Grazie, sono state consolidate su pannelli. Oltre a quelle segnalate, il complesso antoniano conserva altre opere d’arte in chiesa e nella Cappella della Vergine delle Grazie edificata da Sant’Antonio nel 1227, nella cella del Santo e in sacristia. Sono lavori spesso di pregio, che attestano l’affetto e la venerazione che artisti e devoti hanno riservato al Santo Taumaturgo e al suo santuario dal Duecento ad oggi, senza interruzione.