Storia
del
Santuario

S. Antonio di Padova e i Frati Minori a Gemona Una presenza che si protrae da oltre sette secoli

I frati Minori si trovano a Gemona del Friuli da prima del 1227, anno in cui è accertata la presenza anche di S. Antonio di Padova, che vi fece edificare una cappella (i cui ruderi sono ancora visibili) in onore della B. Vergine Maria.

S. Antonio si fermò a Gemona per alcuni mesi, predicando e compiendo miracoli, lasciando nella popolazione una profonda convinzione della sua santità.
Non è insignificante il fatto che proprio a Gemona sia sorta la prima chiesa del mondo dedicata a S. Antonio, consacrata nel 1248.
Nel corso dei secoli, questa chiesa venne ampliata, ristrutturata, arricchita d’opere d’arte e…distrutta dal terremoto del 1976.
Sulla sua area è sorto l’attuale santuario, in stile moderno, adeguato alle attuali esigenze liturgiche, funzionale e gradito, sembra, pure a S. Antonio, che dalla nuova sede continua a distribuire grazie con la generosità di sempre, come attestano i tanti devoti che vi accorrono e i numerosi ex voto che ricoprono ampiamente gli ampi spazi loro riservati.
Nei voluminosi vani della cripta è allestita una preziosa pinacoteca d’opere d’arte antiche.
I frati – se si eccettuano i periodi delle soppressioni degli istituti religiosi – sono sempre rimasti sul luogo, attenti e dediti alle esigenze pastorali della popolazione e fedeli custodi del Santuario. Tra i numerosi frati illustri che dimorarono in questo convento, imponendosi alla stima e alla ammirazione di tutti, ricordiamo solamente:

  1. S. Govanni da Capestrano, abile diplomatico, valente stratega, uno dei principali artefici della vittoria delle forze cristiane contro i turchi, a Belgrado. Soggiornò a Gemona nel maggio del 1451 e vi operò alcuni miracoli.
  2. Il servo di Dio P. Gregorio Fioravanti (1860-1894)che fece il ‘miracolo’ di fondare 8assieme alla duchessa Laura de Bauffremont) e orientare sapientemente l’istituto delle Suore Francescane Missionarie del S. Cuore, sotto a qualche centinaio di metri dal Santuario, ed ora fiorente in tutto il mondo.

     
Attualmente l’attività dei frati privilegia particolarmente l’accoglienza di quanti desiderano accostarsi al sacramento della riconciliazione e la proprietà e il decoro della liturgia.
Con particolare solennità viene celebrata, il 13 giugno di ogni anno, la festa patronale, che si conclude con la processione con la statua di S. Antonio con gran partecipazione di popolo di Dio, le autorità per le principali vie della città.
Un bollettino trimestrale, gradito ed anche apprezzato, mantiene i contatti con gli amici e devoti del Santo, in Italia e all’estero.

Alla cura dei frati è affidata anche la cura e l’animazione spirituale del Cimitero Cittadino.
  • ORIGINI

    Le sue origini sono legate strettamente alla vita del Santo.
    E’ storicamente accertata la presenza dei Frati Minori in Friuli fin dall’inizio dell’Ordine. Un documento ufficiale del patriarca di Aquileia, Bertoldo, probabilmente del 1219, fa menzione esplicita dei Frati Minori, ai quali, insieme con i Frati Predicatori (domenicani), viene riconosciuta la facoltà della predicazione in difesa della fede cattolica dagli attacchi delle eresie dell’epoca.
    Siamo nel periodo in cui comincia ad affermarsi e poi svilupparsi in modo prodigioso l’apostolato itinerante di S. Antonio di Padova, iniziato a Forlì nel 1222 e concluso a Padova nel 1231.

    In quegli anni il Santo, di origine portoghese, da monaco agostiniano era già diventato frate minore, seguace di S. Francesco d’Assisi. Per le sue doti e la sua straordinaria preparazione teologica ricoperse nell’Ordine importanti incarichi. In particolare, dal 1227 al 1230 fu superiore provinciale d’un territorio vastissimo, che comprendeva quasi tutta l’Italia settentrionale: dall’Emilia-Romagna alla Lombardia e alle Venezie.
    Fu appunto in tale veste di superiore provinciale, allo scopo di visitare le Case o “luoghi” soggetti alla sua autorità, che in un periodo imprecisato del 1227, arrivò anche nel patriarcato di Aquileia e, a tappe or qua or là, si spinse fino a Gemona.

  • LA TESTIMONIANZA DI UNA ISCRIZIONE
  • IL PRIMO TEMPIO IN ONORE DI S. ANTONIO
  • CAPPELLA DELL’IMMACOLATA
  • CAPPELLA DEL ROSARIO
  • CELLA DEL SANTO
  • LA RICOSTRUZIONE